Il tragitto dell'escursioneSCHEDA TECNICA
Località e quota di partenza: Parcheggio Lago Muffè, frazione Petit Mont Blanc (La Cort) di Champorcher (1766 mt.)
Località e quota di arrivo: Lago e Rifugio Miserin (2583 mt.)
Punto più elevato: Lago e Rifugio Miserin (2583 mt.)
Dislivello positivo: 817 mt.
Lunghezza del percorso: 18,3 km (Rifugio Miserin) / 9 km (dall’ultimo parcheggio della strada per Dondena).
Coordinate punto di partenza: 46°37’44”N 7°36’20”E (oppure 45°36’60”N 7°33’21”E)
Posizione: il Rifugio Dondena è situato al centro della conca omonima in un’ampia zona prativa. Il Rifugio Miserin si trova sulla sponda nord dell’omonimo lago, in una posizione incantevole all’interno del Parco del Mont Avic.
Difficoltà: E (Scala delle difficoltà)
Presenza di tratti esposti: no.
Tempo di percorrenza totale: 6h 15’ / 3h 30’ (partendo dall’ultimo parcheggio della strada di Dondena). (Tempi di percorrenza)
Tipo di escursione: anello.
Tipo di terreno incontrato: asfalto-sterrato-legno-erba-pietrisco-piccole roccette. (La camminata e il sentiero)
Possibilità di ristoro: ai Rifugi Dondena e Miserin nei periodi di apertura (verificare).
Segnavia: frecce gialle, bolli gialli con n° del sentiero. (La segnaletica italiana)
N° del sentiero: 9A-9B, VA-D21, 7-7B-8-8B-AV2, 6-7, 7, AV2-VA, 7B-8-AV2-VA
Acqua lungo il percorso: fontanelle dei Rifugi Dondena e Miserin, oppure negli stessi quando aperti.
Stato del percorso: carrozzabile e sentieri ben segnalati e mantenuti.
Periodo: da giugno a settembre-ottobre.
Panorama: bellissimo lungo la Valle di Champorcher e lungo i monti che chiudono la conca di Dondena e quella del Lago Miserin.
Attrezzatura particolare richiesta: nessuna.
Discesa: per l’ex strada di caccia reale che scende la Lago Miserin.
Tappe del percorso: Parcheggio Lago Muffè (La Cort) - Ponte Torrente Ayasse - Rifugio Dondena - Lago Miserin - Santuario Madonna delle Nevi - Rifugio Miserin - Rifugio Dondena - Ponte Torrente Ayasse - Parcheggio Lago Muffè (La Cort)
L'ITINERARIO IN BREVE
Dal parcheggio del Lago Muffè, frazione Petit Mont Blanc (La Cort) di Champorcher (1766 mt.), ci si incammina a ovest lungo la carrozzabile che porta verso la conca di Dondena (Sentiero n° 9A-9B) e la si percorre interamente fino a giungere al ponte sul Torrente Ayasse (2097 mt., 1h 45’), poco prima del quale si trova anche l’ultimo parcheggio dove è possibile parcheggiare in caso la strada fosse aperta al transito (in questo modo si accorcerebbe di molto l’escursione). Attraversato il suddetto ponte, si segue sempre la strada sterrata principale ora chiusa al traffico veicolare (n° 7-7B-8-8B-AV2) la quale, dopo un paio di tornanti e aver superato la casa di caccia reale del Re Vittorio Emanuele II, giunge al Rifugio Dondena (2189 mt., 2h 10’). Dal rifugio si imbocca il Sentiero n° 6-7 sulla sinistra (sud) il quale, dopo aver oltrepassato un piccolo laghetto, sale per un po’ lungo alcuni pascoli fino a giungere ad un bivio (2h 25’) nel quale vi sono le indicazioni per il Lago Miserin (Sentiero n° 7). Svoltati a destra si prende a salire con più decisione sotto le ultime propaggini rocciose orientali del Monte Dondena, per poi ritrovarsi su di un pianoro quasi in falsopiano. Si transita purtroppo sotto alcuni tralicci dell’alta tensione, fino ad aggirare il Mont Rascias e ritrovarsi quindi, quasi all’improvviso, sulla sponda del Lago Miserin (3h 45’). Da questo punto si svolta verso destra, in direzione del Santuario Madonna delle Nevi e del Rifugio Miserin, già visibili e tutt’altro che distanti (3h 50’). Da quest’ultima struttura si imbocca la lunga strada carrozzabile nonché ex strada di caccia reale che scende verso Dondena (n° 7B-8-AV2-VA, 4h 50’). Infine, dal Rifugio Dondena, tagliando lungo la traccia per prati n° VA-D21 (senza quindi rifare i tornanti della strada che bordeggia più in basso l’ex casa di caccia reale), non resta che transitare nuovamente dal ponte sul Torrente Ayasse per poi proseguire il cammino fino al parcheggio di La Cort (6h 15’). Il tempo totale dell’escursione può essere ridotto a 3h 30’ totali partendo dal parcheggio presso il ponte sul Torrente Ayasse, al termine della strada carrozzabile di Dondena.
UNA CALDA GIORNATA ESTIVA PASSATA SULLE RIVE DI UN LAGO - (DEL 31/08/2010)
Piccola premessa
Quella qui descritta è la mia avventura al Lago Miserin avvenuta a fine agosto, nel periodo più affollato, anche se nel 2010 il turismo era inferiore a quello odierno. Nel sito ho inserito anche la salita compiuta in pieno disgelo, a mio avviso la più intensa ed emozionante: la trovate qui.
La variante sul sentiero estivo, rovinata dalla mano dell’uomo
Come al solito sono in partenza dal parcheggio di La Cort. Di sfiancare l’auto fino all’Ayasse non ne ho proprio voglia. Trovate nella descrizione del percorso ai laghi del Mont Avic come raggiungere questa località dalla Valle Centrale della Val d’Aosta. Inoltre, dato che ho già descritto le particolarità di questa carrozzabile durante la mia salita avvenuta in pieno disgelo di cui nella premessa, partirò il mio racconto proprio dal Rifugio Dondena, in una giornata decisamente più movimentata in quanto a turismo.
Diciamo che al Lago Miserin ero già stato ma mai affrontando il sentiero che parte a sud del rifugio e che, più in alto, dovrebbe spuntare direttamente sulle sponde di questo splendido specchio d’acqua. È quindi con grande curiosità che mi accingo a muovere i primi passi sotto il (decisamente troppo) caldo sole estivo.
Immediatamente oltre il rifugio, la traccia tiene sulla sinistra un piccolo laghetto sulle sponde del quale moltissime persone sono intente a prendere il sole (l’importante è che a fine giornata lo restituiscano!). Io procedo oltre, fuori dalla massa, lasciando sulla destra anche la deviazione verso l’Alpe Bésé. Proseguo sempre dritto, con un bellissimo scenario di media montagna fatto di prati, pascoli, alpeggi e alcuni sparuti larici, ultime propaggini di un bosco che si sviluppa più in basso. Sulla sinistra, appare già uno scorcio della Valle di Champorcher e, ancora più in là, ecco anche il Monte Crabun e le Dame di Challand in primo piano.
Ancora qualche passo innanzi e sono al bivio in cui viene indicata chiaramente la giusta via per il Lago Miserin. Svolto a destra sui prati lasciando questa ennesima carrozzabile che prosegue oltre fino alle pendici della Cima Rousse. Lo stacco è netto e la pendenza aumenta. Finalmente, si apre la vera montagna, quella meno addomesticata.
Di fronte a me, a pochi metri, vi sono le rocce quasi verticali del versante orientale del Monte Dondena. La traccia non vi può andare a sbattere, infatti vedo che curva con decisione sulla destra, portandomi verso uno sbalzo roccioso. Da questo punto il panorama è ancora più ampio sulla Valle di Champorcher; si vede pure tutta la strada che ho percorso da La Cort. Accidenti, sembrava meno lunga!
Superato un piccolo gradino roccioso che non pone difficoltà, sbuco improvvisamente su di una specie di altopiano brullo, nel quale il sentiero, aggirando il suddetto Monte Dondena, compie una curva sinistrorsa per continuare in direzione ovest.
La via sarebbe davvero molto bella, quasi in piano e a mezza costa a queste quote che ormai sfiorano i 2500 mt. Dico sarebbe perché ciò che vedo è una pugnalata al cuore. Uno, due, tre piloni dell’alta tensione si innalzano sopra la via producendo il fastidioso ronzio di cui avrei fatto volentieri a meno. Alcuni paravalanghe (!) sul pendio nord del Monte Dondena completano il quadro. In entrambi i casi trovo la cosa assurda.
Per quanto riguarda i paravalanghe, non capisco chi o cosa dovrebbero proteggere, dato che al di sotto non vi è un emerito nulla: solo questo pianoro marziano molto bello con alcuni grossi massi e l’erbetta verde.
Discorso diverso per i pali della luce. Verrò poi a scoprire non essere corrente italiana ma francese che bellamente importiamo, facendoci deturpare il territorio. Perché, si sa, noi di acqua e dighe non ne abbiamo...
In ogni caso è inutile soffermarsi su questi dettagli. Va da sé che un paesaggio così bello in questo punto è purtroppo alterato e sotto questi zzz-zzz tocca passarci. Per fortuna il disagio è limitato a una piccola porzione di questo itinerario che, nonostante ciò, mi riservo assolutamente di consigliare, anche per evitare l’affollata carrozzabile principale.
Percorro ancora qualche metro fino a trovarmi ora totalmente in piano e quasi... in spiaggia. Mi sembra di essere su di un altro pianeta, solo che di fronte a me distinguo bene la cuspide del Bec Cotasse, ora grigia e meno affascinante rispetto a quando l’avevo vista nel periodo del disgelo.
Non c’è nessuno lungo questo sentiero e il silenzio ora è assoluto. Qualche rigagnolo d’acqua taglia questi prati e fa lo slalom tra grosse pietre mentre più distante scorgo un piccolo acquitrino nei pressi del quale un cartello bianco mi ricorda di trovarmi nel Parco Naturale del Mont Avic. Scenario splendido con questa erbetta così verde che sembra nascere dall’acqua!
Lentamente, la traccia inizia a scendere e non passano molti minuti prima che riesca a intravedere la forma del Lago Miserin. Il percorso termina proprio in riva all’acqua, ad un bivio. A sinistra si salirebbe verso la Rosa dei Banchi e il Colle della Rosa, a destra si proseguirebbe verso il Rifugio Miserin, la mia meta. Cinque minuti di cammino tranquillo lungo la riva est di questo bacino artificiale e sono a destinazione, in un incanto che non manca mai di stupirmi.
In questa stagione il rifugio è un po’ più affollato ma la massa che attornia Dondena è davvero distante anni luce. Parliamo di ben 5 o 6 persone! Ottimo, defilandomi un po’ ho tutto il tempo di concedermi una lunga pausa prima di scendere a valle, ammirando questo paesaggio idilliaco contornato dalla luna che è già spuntata in cielo.
Il Lago Miserin è, come accennato, artificiale. Lo sbarramento, costruito nel 1933, presenta un’altezza massima di 6 mt. e un invaso di 851 mila m3. Le sue acque fuoriescono nel Torrente Ayasse per poi essere prelevate più a valle per la produzione di energia elettrica nella centrale di Hône 2, a 1140 mt. di quota. Tale energia viene convogliata nel circuito nazionale ma, a quanto pare, in queste zone arriva invece l’energia prodotta dalla Francia.
La salita poco oltre il Rifugio Dondena, sulle pendici del Monte Dondena
Il panorama sulla Valle di Champorcher
Verso il Lago Miserin, purtroppo sotto i piloni dell'alta tensione
Un acquitrino dai colori molto vivaci
Sulla sponda est del Lago MiserinRitorno a valle in compagnie di capre molto particolari
Trascorrere le ore in riva a questo lago è davvero piacevole. Le acque, calme e limpide, come sempre sono di un azzurro impossibile e contrastano con tutto quanto le circonda.
Qualche marmotta fa capolino tra le rocce più in alto mentre di stambecchi e camosci oggi neanche a parlarne. In compenso, il paesaggio è davvero sublime, anche se a mio avviso in piena estate perde quel fascino che solo il tocco magico della neve sa regalare. La Rosa dei Banchi, nuda e rocciosa, fa ora meno paura e appare quasi “normale”. Il Mont Glacier, invece, incute sempre rispetto e si erge alle spalle del Rifugio Miserin come un gigante tranquillo.
Con calma, verso metà pomeriggio, mi avvio verso valle, prendendo la già nota carrozzabile percorsa più volte e maggiormente frequentata. Alla mia sinistra si delinea la via verso la Finestra di Champorcher che mette in comunicazione questa conca con il Vallone dell’Urtier, nel quale è adagiato il Rifugio Sogno di Berdzé. Più in là, ecco anche la traccia per il lago e il Colle Pontonnet.
Insomma, avete capito che cerco di perdere tempo e di distrarmi con tutto quanto mi circonda. Ma come si fa a tornare a valle con paesaggi simili? E purtroppo bisogna farlo...
Supero un grosso ometto di pietra, dando un ultimo saluto a questa conca con le lacrime agli occhi. Il Torrente Ayasse mi accompagna nel mio lento cammino, regalandomi ancora emozioni. Invece, quei maledetti piloni della luce alla mia destra suscitano l’effetto contrario...
La strada scende sempre più e, sotto ancora un bel sole, raggiungo il Rifugio Dondena proprio mentre alcune capre dal pelo lungo sono già a cena (fortunatamente non nella struttura). La Capra Sempione o Walliser Schwarzhalsziega-Capra vallesana, questo il suo nome, è una razza a pelo lungo autoctona delle Alpi Occidentali, solita a pascolare a quote anche elevate. Mi soffermo un po’ ad osservarle, sono davvero bellissime!
Anche per me è quasi giunta l’ora di cena; l’oretta abbondante che mi separa dal parcheggio passa velocemente, la strada mi culla dolcemente verso valle. Un’altra splendida giornata è giunta al termine!
Il Santuario Madonna delle Nevi, sulla sponda del Lago Miserin
In riva all'acqua
La piccola diga del lago, il santuario e il Rifugio Miserin
Un'altra bella inquadratura lungo le sponde del lago
Ritorno a valle, verso DondenaTesti e foto di: Daniele Repossi
Escursione effettuata in compagnia di: Solitaria
La Capra Sempione o Walliser Schwarzhalsziega (Capra vallesana)