Riconoscere le nuvole, evitare i temporali

Un coscienzioso frequentatore della montagna dovrebbe imparare anche a leggere il cielo e riconoscere le nuvole. Almeno a grandi linee. Questo può portare ad evitare situazioni davvero spiacevoli come repentini cambiamenti del tempo. Essere sorpresi da un temporale in quota non è mai una bella cosa, tantomeno se si è agganciati ad un cavo metallico o se si sta percorrendo un tratto delicato in cresta o su ghiacciaio.

L’azione dell’aria

Non c’è escursionista o alpinista che non sappia cosa voglia dire essere sottoposti all’azione di disturbo del vento. Una brezza leggera può trasformarsi in vento forte, portando con sé notevoli complicazioni, specie si sta percorrendo una cresta, camminando in alta quota o cercando di montare una tenda.
Oltre a spostarsi orizzontalmente, l’aria compie anche movimenti verticali, generando o dissolvendo le nuvole.

  • Se l’aria si raffredda, allora diventa densa e scende verso il basso; di conseguenza la pressione aumenta.
  • Se l’aria si riscalda, allora perde la sua densità e sale verso l’alto; di conseguenza la pressione diminuisce.

Il variare della pressione atmosferica, e quindi della temperatura, è la causa del vento. Di solito l’aria passa da una zona di alta pressione a una di bassa pressione, formando la classica umidità. Quando il vapore acqueo si raffredda e condensa in piccole goccioline d’acqua, si formano le nuvole e la nebbia.

Leggere il cielo, riconoscere le nuvole

In questa sezione vediamo i principali tipi di nuvole e le conseguenze che posso verificarsi quando notiamo la loro comparsa. Le nuvole possono essere di forme e di colore diverso; inoltre, anche la distanza dalla superficie terrestre varia.

1) Cirri: sono nubi isolate e sottili a forma di striscia, di filamento o di ciuffo. Se formano come un alone attorno al sole o alla luna, significa che nel giro di 24-48 ore sono possibili delle precipitazioni.

2) Cirrocumuli: assumono l’aspetto di macchie o strati bianchi, come a formare tanti batuffoli di cotone che possono essere isolati o anche collegati tra loro.

3) Cirrostrati: tanti strati sottili e quasi trasparenti formano come un velo nuvoloso che tende ad oscurare totalmente o parzialmente il cielo. Spesso formano degli aloni attorno al sole o alla luna.

4) Altocumuli: di colore bianco o grigio, sono piuttosto rotondi e affusolati. Formano come tante onde del mare disposte in maniera regolare. Gli altocumuli indicano che presto scoppierà un temporale.

5) Altostrati: sono strati di nubi grigie o tendenti al blu che coprono totalmente o parzialmente il cielo. Il sole, al di là di essi, è offuscato ma visibile. Non vi sono aloni o precipitazioni.

6) Strati: sono nuvole grigie molto vicine alla superficie terrestre e associate a precipitazioni diffuse.

7) Stratocumuli: sono nuvole grigie o di colore bianco con accese macchie scure, disposte in banchi. La parte bassa è tondeggiante, quella alta più piatta. Di solito sopraggiungono con un fronte freddo che porterà poi precipitazioni piovose.

8) Nembostrati: sono strati nuvolosi molto densi e più o meno uniformi. Sono la causa di diffuse precipitazioni e bassa visibilità.

9) Cumuli: sono nubi isolate, molto dense e imponenti che si innalzano verticalmente in cielo a formare come delle montagne. Il loro colore, se colpito dai raggi solari, è un bianco acceso. Raramente producono precipitazioni ma se crescono progressivamente verso l’alto ci saranno fenomeni piovosi nella restante parte della giornata.

10) Cumulonembi: sono nuvole molto dense e larghe che si innalzano in cielo e formano una montagna ancora più imponente rispetto ad un cumulo. Manifestano rigonfiamenti nella parte inferiore e uno strato più liscio e piatto in quella superiore. Hanno origine dai cumuli. Fulmini, tuoni e grandine non tarderanno ad arrivare; nei casi più gravi, possono causare anche tornado.

11)  Nubi lenticolari: sono nuvole che assumono la forma di un’onda e che si formano sopra le montagne. La loro presenza significa che entro le 48 ore successive probabilmente pioverà.

12) Aloni: sono fenomeni ottici a forma circolare che possono formarsi attorno al sole o alla luna. Si verificano normalmente 24-48 ore prima di una precipitazione.

Il temporale, riconoscerlo e prevederlo

Nella sezione riguardante i pericoli e i malesseri della montagna abbiamo accennato al fenomeno dei fulmini e di come un soggetto, a seconda di come venga colpito, possa riportare lesioni più o meno serie, fino al decesso. Quando si scatena un temporale esiste però solo il pericolo dei fulmini. La quantità d’acqua che si riversa al suolo, ad esempio, può essere un serio problema per chi fa torrentismo o viene colto da una slavina di fango. Per non parlare della possibilità di incendi che un fulmine può provocare colpendo un albero in un bosco o del vento forte che può disarcionare una persona lungo un sentiero o una cresta.
Se poco distante da noi si verifica un fenomeno intenso e vediamo un fulmine abbattersi al suolo, cronometriamo quanti secondi passano prima di sentire il tuono. Dividiamo quindi per tre i secondi risultanti: il numero ottenuto indica quanti chilometri il temporale è distante da noi. 
Facendo altre misurazioni identiche e stando fermi sul posto, possiamo capire se il temporale si sta avvicinando o allontanando da noi. In realtà, tuono e lampo si verificano nello stesso istante ma la luce viaggia a una velocità diversa da quella del suono (circa 300.000 km/s contro i 343 m/s), per cui noi la vediamo prima.
Un temporale sopraggiungerà se:

  • La direzione e la velocità del vento stanno cambiando.
  • La nuvolosità e la pressione dell’aria stanno mutando.

Dotarsi di un barometro o di un altimetro barometrico che misurano la pressione all’aumentare della quota consente di stabilire in anticipo un’eventuale cambiamento del meteo.

Come comportarsi se sorpresi da un temporale

Ecco alcuni semplici accorgimenti che possono salvarci da inconvenienti e problemi seri. Teniamo però presente che soluzioni sicure al 100% in caso di temporali con scariche di fulmini purtroppo non esistono: l’unica difesa è prevenire questi fenomeni e valutare bene dove (e se) andare e quando.

1) Se ci troviamo all’aperto, cerchiamo al più presto un riparo solido, come una grotta o una struttura nelle vicinanze, se presente. All’interno, però, stiamo lontani dalle pareti per evitare di subire un’eventuale scarica che si propaga in esse. Evitiamo altresì di rintanarci nella nostra tenda: la paleria di metallo attirerebbe i fulmini. In caso non vi sia alcun riparo, cerchiamo un avvallamento nel terreno, una buca o un piccolo anfratto tra le rocce, ma senza toccarle. La stessa cosa vale se ci troviamo su di un ghiacciaio.

2) Stiamo lontani dall’acqua, dato che è un buon conduttore di elettricità.

3) Allontaniamoci da qualsiasi oggetto metallico, specialmente se ci troviamo lungo una via ferrata. Disfiamoci momentaneamente dell’attrezzatura da arrampicata (piccozze, ramponi, ecc.), sci, bastoncini, ecc. Anche le corde di arrampicata sono buoni conduttori di elettricità, specialmente se umide.

4) Allontaniamoci subito da una cresta o da un punto esposto; evitiamo di trovare riparo sotto l’unico albero ad alto fusto e solitario. Se sorpresi in un bosco, ripariamoci sotto alberi di altezza più o meno simile.

5) Cerchiamo un punto per isolarci dal terreno, in modo che l’elettricità che viene rilasciata nel terreno non si propaghi a noi. Il materiale isolante (come uno zaino o un materassino) non è immune ma gli effetti percepiti saranno minori.

6) Non sdraiamoci sul terreno (per non offrire una maggior parte del nostro corpo al fulmine) e non rimaniamo in piedi (per non fare da parafulmine) ma accovacciamoci il più possibile, in modo da avere la minor superficie possibile del nostro corpo a contatto col suolo.

7) Se ci troviamo in un gruppo, non restiamo tutti ammassati ma sparpagliamoci.

8) Se ci troviamo in prossimità di tralicci dell’alta tensione, allontaniamoci subito da lì.

9) Se osserviamo i classici fuochi di Sant’Elmo (scariche elettriche silenti e dalla forma di fiammelle bluastre) che fuoriescono dagli oggetti metallici che abbiamo con noi o da croci di vetta, paline, ecc., significa che l’aria è satura di elettricità e dal quel punto è meglio alzare i tacchi a gran velocità.

10) Se sentiamo già i capelli e i peli del corpo elettrici è il momento di fuggire da lì a gambe levate e, possibilmente, cercare di coprire  la testa e le orecchie. Il fulmine si abbatterà entro qualche secondo nel punto in cui ci troviamo.

In ogni caso è sempre il buon senso a dover prevalere. Se sono previsti temporali pomeridiani, ad esempio, occorrerà fare un’escursione più corta, di mezza giornata e rientrare per tempo. A maggior ragione, si dovrà evitare di arrampicare, salire troppo in quota o affrontare vie ferrate lunghe.

Tutte le immagini hanno scopo puramente indicativo.