Le mani, assieme al viso, sono la parte più esposta del nostro corpo e per questo, per le salite in quota estive o invernali, occorre proteggerle adeguatamente. Pena, la perdita di sensibilità e congelamenti. Come devono essere i guanti quindi? Imbottiti, resistenti, impermeabili e aderenti, con buon grip (per impugnare l’attrezzatura). Vi sono anche qui vari modelli, da quelli più tecnici e costosi a quelli meno tecnici, sufficienti per escursioni tranquille a basse quote. Il consiglio migliore, anche qui, è quello di non stancarsi a provarli. Vediamo alcune tipologie esistenti sul mercato.
1) Guanti leggeri: il nome stesso indica la disciplina, ossia l’escursionismo praticato con temperature miti. Forniscono protezione alle mani contro le vesciche. Sono realizzati con materiali traspiranti e, di conseguenza, anche se si bagnano, si asciugano rapidamente. I migliori modelli hanno polsini regolabili per impedire l’ingresso di freddo e umidità.
2) Guanti isolanti: proteggono dal freddo. Sono imbottiti di piuma o fibre sintetiche e risultano indicati per escursioni in clima rigidi. Hanno polsini regolabili per impedire l’ingresso di freddo, neve e umidità.
3) Guanti impermeabili: indicati in caso di meteo avverso. La membrana di cui sono composti, generalmente il Gore-Tex, mantiene le mani asciutte. Hanno polsini regolabili per impedire l’ingresso di freddo, neve e umidità.
4) Guanti ibridi: sono un mix di tutte le caratteristiche elencate sopra; un buon compromesso nei diversi settori. Hanno anch’essi i polsini regolabili.
5) Guanti da ferrata: una categoria a parte. Sono composti da pelle resistente o materiali sintetici che impediscono l’abrasione delle mani e la formazione di vesciche quando l’arto scorre lungo il cavo d’acciaio. Presentano altresì rinforzi in pelle nei punti più sottoposti ad usura (tra pollice e indice). Sono commercializzati a mezze dita o a dita intere. Presentano polsini regolabili per una migliore presa della mano sul cavo.
