Trascorrere una notte sotto le stelle è sicuramente un’esperienza irrinunciabile per un vero appassionato di montagna ma, a meno di non essere davvero dei temerari impavidi che bivaccano all’addiaccio (sconsigliatissimo!), occorre almeno un piccolo riparo che, dall’alba dei tempi, l’uomo ha sempre cercato di ricavarsi, in quanto “animale disadattato” su questo pianeta. Una tenda è quello che fa al caso nostro se decidiamo di trascorrere più giorni in montagna. È costituita da uno o più teli, picchetti, pali e accessori vari.
Le caratteristiche di una buona tenda
1) Isolamento termico: elemento indispensabile, dato che più il calore fuoriesce all’esterno e più noi patiremo il freddo. Allo stesso tempo, non penseremo certo di stare in maniche corte a 3000 mt.! Per scaldarci si renderà comunque necessario l’impiego di un buon sacco a pelo.
2) Resistenza al vento: raramente in quota non “tira vento”. Premesso che dovremo scegliere un luogo ideale (e consentito dalle leggi regionali) per piazzare la tenda, possibilmente il più riparato possibile dal vento, la tenda deve comunque resistere sia al vento leggero che alle raffiche, senza volare via. Le migliori tende in commercio sono dotate di una “galleria del vento”.
3) Impermeabilità: a nessuno piace veder gocciolare all’interno in caso di pioggia! Una tenda deve essere in grado di tenere l’acqua di una pioggerella leggera come di un acquazzone o una forte nevicata. Il grado di impermeabilità (colonna d’acqua), misurato in millimetri, indica quanto il tessuto resista all’acqua. Questo viene immerso in un cilindro d’acqua fino ad un’altezza prestabilita; ad esempio, un tessuto immerso in un cilindro riempito d’acqua per 50 cm. (5000 mm.), significa che fino a quel livello non si lascia penetrare dal fluido. Il valore viene riportato sulla tenda con la dicitura “Impermeabile 5000 mm. (colonna d’acqua)”.
4) Traspirabilità e aerazione: la traspirabilità è la capacità di un materiale di lasciarsi attraversare dal vapore acqueo. Il parametro dell’impermeabilità si combina con questo punto. Va tenuto conto, infatti, che più un tessuto è impermeabile e più al suo interno si forma la condensa: in questo caso, sarà come se piovesse, dato che all’interno gocciolerà acqua su di noi. Verifichiamo dunque che vi sia un tetto in doppio telo (anche se a discapito della leggerezza), in modo che la condensa si formi tra il telo esterno e quello interno, lasciandoci all’asciutto. Se poi la tenda è dotata di piccoli fori o finestre di aerazione, tanto meglio: il problema delle gocce che cadono sarà definitivamente risolto e, con climi particolarmente caldi, eviteremo l’effetto sauna.
5) Leggerezza: il peso della tenda grava sulle nostre spalle, non dimentichiamolo mai. Più una tenda è leggera, soprattutto in gite di più giorni, più il peso sarà ridotto e la nostra fatica minore. Per fare alcuni esempi, una tenda biposto dovrebbe avere un peso massimo di circa 3,5 kg., mentre una da tre posti non dovrebbe superare i 5,5 kg.
6) Comodità: un altro aspetto basilare. È inutile acquistare una tenda con tutte le suddette caratteristiche se poi al suo interno non riusciamo a stenderci bene per dormire. Non solo, anche nello stare seduti non dobbiamo essere piegati con la testa che batte sul tetto!
7) Ingombro: una volta ripiegata su se stessa e riposta nella custodia, la tenda deve avere un volume ridotto. Minor posto occupa nello zaino e più roba possiamo stipare all’interno di esso.
8) Facilità di montaggio: a nessuno piace perdere ore ed ore al termine di un’escursione (di solito verso sera) per montare una tenda che “non ne vuole sapere”. Guardiamo bene che sia facile da assemblare, senza troppi passaggi complicati.
9) Capacità: saremo da soli o in compagnia? Non acquistiamo una tenda al risparmio e monoposto per poi tentare di ospitarvi all’interno tre persone! Così come, al contrario, è inutile montare un hotel per 10 persone quando saremo quasi sempre da soli all’interno: capre e stambecchi non saranno nostri ospiti e noi ci sobbarcheremo peso inutile sulle spalle!
10) Accessori: verifichiamo bene la presenza o meno di (comodi) accessori. La presenza di una zanzariera, ad esempio, fa la differenza tra il passare d’estate una notte insonne e una di riposo. Anche la presenza di un vestibolo, ossia uno spazio in cui riporre zaino e scarponi, è importante, a meno di non volerli portare nel sacco a pelo con noi. Infine, indispensabile avere kit di riparazione, sacca custodia, picchetti, paleria (possibilmente in duralluminio) e tasche porta oggetti.
11) Forma: scegliamola in base alle nostre preferenze, tenendo conto anche di altezza e grandezza. Sul mercato ci sono tende a forma di igloo, cupola, tunnel, geodetiche o semi-geodetiche.
Tipologie di tende
Possiamo identificare, in linea di massima, quattro tipologie di tende da trekking, a seconda delle loro prestazioni. Teniamo conto poi che ogni marca ha una propria classificazione specifica, la quale tuttavia, a grandi linee, si rifà a quella qui presentata in generale.
1) Camping: sono le classiche tende da campeggio, più o meno grandi, dotate di veranda, bagno, cucina, ecc.
2) Tre stagioni: questa tenda è adatta a bivaccare all’aperto principalmente durante l’estate, ossia quando il clima è mite. Questi modelli puntano su caratteristiche quali traspirabilità e aerazione.
3) Quattro stagioni: questo modello è indicato per escursioni effettuate con climi più rigidi. Appartengono a questa categoria le tende più performanti e realizzate con materiali più durevoli.
4) Expedition: in questa categoria rientrano le tende tecniche utilizzate per le spedizioni in stile Himalayano, nei posti più inospitali del globo. Presentano una grande resistenza al vento e capacità di sopportare il peso della neve, nonché un miglior isolamento termico. Di contro, costano molto.

Conclusioni
In base a quanto detto finora, la scelta della tenda dipende da molti fattori. Dobbiamo avere bene in mente dove andremo, a che quote bivaccheremo, in quali stagioni la utilizzeremo maggiormente, se saremo soli o in compagnia, quanto la utilizzeremo, ecc. Insomma, tra tutte le caratteristiche elencate, starà a noi trovare il giusto compromesso.
Su quale superficie montare una tenda?
Prima di piantare la nostra tenda, consultiamo le norme regionali per vedere se, nella zona in cui siamo, è possibile farlo. In caso questo sia liberamente consentito, prima di costruire la nostra casetta dobbiamo scegliere bene non solo la posizione, il più pianeggiante possibile, ma anche la superficie, per non trovarci in spiacevoli situazioni nei momenti meno opportuni. Proviamo a fare un elenco dei luoghi dove poterci accampare, dal peggiore al migliore.
1) Vicino ad un corso d’acqua: montare la tenda adiacente un corso d’acqua o un lago è davvero la scelta peggiore che possiamo fare. Il tempo in montagna cambia repentinamente e, se quel torrente o lago si ingrossano di notte, probabilmente la mattina ci troveremo a valle sulla nostra “barca” nemmeno troppo galleggiante. Ancora peggio se scegliamo di accamparci sotto grandi canaloni o massi caduti di recente.
2) Lungo piste battute da animali: gli animali si spostano nella vegetazione lungo sentieri o piste predefinite che, a lungo andare, se vogliamo dormire in tenda, dobbiamo imparare a conoscere. Montare una tenda in questi punti è un terno al lotto. Là fuori non vi sono solo erbivori ma anche lupi e orsi che potrebbero venirci a chiedere un pernotto. Se, per forza di cose, ci troviamo in una zona popolata da orsi è meglio non essere mai da soli, soprattutto se alla prima esperienza. Un gruppo di 3 o 4 persone farà più chiasso, allontanando un potenziale pericolo. Inoltre, in questi casi, montiamo la tenda orientandola bene, in modo da non avere angoli morti e poter controllare così il più possibile la situazione.
3) Prato all’ombra di piante sopra il limite della vegetazione: ricordiamoci di essere in un’area molto sensibile e che alcune piante sono molto delicate, sopportando meno il passaggio dell’uomo.
4) Prato erboso: è vero che le tende moderne hanno, nei limiti del possibile, tutti i comfort di questo mondo ma dobbiamo essere consapevoli che piazzare la “casetta” sopra un prato erboso oppure coperto di piante farà di noi l’attrazione principale per una moltitudine di fastidiosi insetti (volanti e striscianti) che potrebbero farci compagnia durante il sonno. Peggio ancora se il prato o il sottobosco sono umidi o bagnati, o se decidiamo di accamparci sotto l’unico albero esistente in zona, ossia un ottimo parafulmine. Inoltre, teniamo conto dell’inquinamento ambientale. Se quel prato è già stato scelto da altri per campeggiare, la vegetazione sarà già compromessa e l’erba non crescerà più. Se sostiamo più giorni in un punto, meglio spostare di tanto in tanto la nostra tenda, soprattutto se ci troviamo a quote elevate dove la vegetazione è più sensibile e delicata.
5) Sabbia o terra: una superficie sabbiosa o ghiaiosa rappresenta una scelta vincente. Saremo al sicuro da (quasi) ogni inconveniente. Oltretutto, non lasceremo alcuna traccia del nostro passaggio.
6) Rocce: le rocce sono dure e solide e difficilmente possono essere danneggiate dal nostro passaggio. Noi, invece, saremo al sicuro da ogni pericolo, purché non piazziamo la tenda ai piedi di frane preesistenti.
7) Neve: montare la tenda sulla neve è più difficile (vedi sezione sottostante). Tuttavia, se scegliamo una posizione esente da potenziali pericoli, saremo al sicuro. Prima di smontare il campo, distruggiamo eventuali ripari, muretto, buche o trincee.
8) Zona di campeggio preesistente: saremo sicuramente fuori da ogni pericolo. Inoltre, una zona già da tempo adibita a campeggio, e quindi già distrutta, non potrà subire ulteriori danni (purché la si lasci come la si è trovata). Utilizziamo tutto quanto vi sia a disposizione, senza asportare nuovo materiale.
Montare la tenda sulla neve
Montare la tenda sulla neve richiede qualche accorgimento in più rispetto all’estate, oltre che maggiore esperienza e ulteriori accessori (pala, sega da neve, ecc.). In questo caso è opportuno tenersi lontani da crepacci, canaloni di scarico, cornici, creste ventose, ecc. In particolare, osserviamo bene la superficie bianca.
1) Zona esposta al vento: se la superficie è molto dura, significa che la zona è spazzata dai venti ed è più faticoso piazzare il campo. In ogni caso sarà opportuno costruire un muro di neve di 1-2 mt. intorno alla tenda, alla distanza di almeno un metro dal telo.
2) Zona non esposta al vento: se la neve è poco compatta e polverosa vuol dire che siamo sottovento, dove si depositano gli accumuli trasportati dalle correnti d’aria. In queste zone possiamo accamparci, dato che siamo protetti dal vento, ma dovremmo uscire frequentemente per ripulire il tetto della tenda dalla coltre bianca che si accumula. Una tenda parzialmente sepolta dalla neve comporta il rischio di asfissia e la struttura potrebbe cedere in qualsiasi momento!
Si rimanda alla frequentazione di un corso di alpinismo per apprendere le tecniche di montaggio della tenda su neve o ghiaccio, così come la tecnica per costruire ripari di emergenza quali trincee, trune, grotte, igloo, ecc.