Il tragitto dell'escursioneSCHEDA TECNICA
Località e quota di partenza: Piani dei Resinelli, incrocio Via del Ram/Via delle Foppe (Ex Rif. Alippi, 1180 mt.)
Località e quota di arrivo: Rifugio Rosalba (1730 mt.)
Punto più elevato: Rifugio Rosalba (1730 mt.)
Dislivello positivo: 550 mt.
Lunghezza del percorso: 6,6 km.
Coordinate punto di partenza: 45°54’18”N 9°22’47”E
Posizione: tra la Val Monastero e la Val Scarettone, sulla cresta occidentale della Grigna Meridionale e presso il Colle del Pertusio, poco sotto il Colle Garibaldi e il Campaniletto del Rifugio, su un dosso erboso in posizione aerea e panoramica.
Difficoltà: E
Presenza di tratti esposti: sì.
Tempo di percorrenza totale: 3h 30’
Tipo di escursione: andata e ritorno.
Tipo di terreno incontrato: asfalto-terra-roccette-rocce-staffe di ferro-erba-ghiaietto.
Possibilità di ristoro: al Rifugio Rosalba quando aperto (verificare).
Segnavia: bianco-rosso.
N° del sentiero: 9, 12-9
Acqua lungo il percorso: nessuna.
Stato del percorso: sentiero unico ottimamente segnalato e curato.
Periodo: tutto l’anno, in assenza di neve.
Panorama: semplicemente unico verso il ramo di Lecco del Lago di Como, la Pianura Padana e quasi tutta la catena alpina, dal Monviso al Cervino e dal Gran Paradiso al Monte Rosa.
Attrezzatura particolare richiesta: nessuna.
Discesa: per la via di salita.
Tappe del percorso: Piani dei Resinelli (incrocio Via del Ram/Via alle Foppe) - Inizio Sentiero delle Foppe - Bivio per Torrione Costanza - Bivio Sentiero dei Morti - Bivio per Colonghei - Torrione del Pertusio - Rifugio Rosalba - Torrione del Pertusio - Bivio per Colonghei - Bivio Sentiero dei Morti - Bivio per Torrione Costanza - Inizio Sentiero delle Foppe - Piani dei Resinelli (incrocio Via del Ram/Via alle Foppe)
L'ITINERARIO IN BREVE
Dall’incrocio di Via del Ram e Via alle Foppe (Piani dei Resinelli, 1180 mt.), si segue quest’ultima verso nord fino all’inizio del Sentiero delle Foppe (n° 9), sulla destra. Si entra in una bella faggeta e, al primo bivio, si tiene la sinistra (indicazione). La traccia prende lentamente a salire ed entra in Val Scepina dove effettua una lunga curva a sinistra per attraversare il Torrente Zerbo. Si procede in salita trascurando sulla destra la deviazione per il Torrione Costanza, quindi, sempre dritto, si attraversa un altro canalone dove, anche qui, si supera un ramo del suddetto torrente. Oltre questo punto, un tratto attrezzato con corde di ferro e staffe permette di superare due sbalzi di roccia. I passaggi non sono difficili (ci si aiuta anche con le mani ) ma un po’ esposti. Il sentiero prosegue a mezza costa verso ovest, tagliando altri canaloni. Arrivati al bivio per il Sentiero dei Morti (40’), si procede sempre dritto lungo il Sentiero delle Foppe (n° 9). Oltrepassato un altro canalone e un altro tratto attrezzato, si giunge al bivio per Colonghei: la pista n° 12 che qui scende, va ignorata. La via prende maggiormente a salire e ora si sviluppa lungo bei prati erbosi. Si passo poco sotto il Torrione del Pertusio (1557 mt.) e ci si innalza sempre più seguendo ora una lingua di terra più agevole ma un po’ esposta. Da qui al Rifugio Rosalba (2h) non ci saranno difficoltà. La via di ritorno segue il percorso fatto all’andata (3h 30’).
UN VOLO LIBERO SUL LAGO DI COMO E LA PIANURA PADANA - (DEL 25/05/2020)
I primi passi ai piedi della Grigna Meridionale - Incontro con le “Foppe”
Una gita in montagna a un “tiro di schioppo” dalla Pianura Padana? E per giunta bella, ultra panoramica e relativamente breve? Uhmmm, trovato! Il Rifugio Rosalba, sulla Grigna Meridionale!
Il percorso che sale a questo presidio in quota dai Piani dei Resinelli consente di scoprire e ammirare uno dei gruppi montuosi più belli d’Italia, la Grigna, qui nella sua parte sud ma con una vista pazzesca anche verso la sponda nord. Sono montagne favolose della provincia di Lecco che tanto hanno contribuito allo sviluppo dell’arrampicata e dell’alpinismo. Numerose vie di roccia si legano a figure come Riccardo Cassin, Carlo Mauri, Casimiro Ferrari solo per citarne alcuni, senza contare che il famoso gruppo alpinistico dei Ragni di Lecco è nato proprio su queste pareti.
Le Grigne si innalzano improvvisamente dalla pianura un poco a nord del ramo di Lecco del Lago di Como e offrono un panorama di prim’ordine, dimostrando che non sempre occorre andare a 4000 metri per avere una bella vista. Caratteristica del gruppo sono le cuspidi di roccia che emergono dai prati e isolate tra loro, pinnacoli che sfidano ogni legge di gravità.
I versanti di questo gruppo montuoso sono impervi, molto ripidi e offrono, oltre a ferrate e vie alpinistiche, anche sentieri escursionistici dove spesso occorre impegnarsi un pochino e non di rado superare qualche facile passaggio tra le rocce. L’escursione odierna non fa eccezione: l’ascesa al Rifugio Rosalba che qui racconto avviene per la via normale, ossia per il Sentiero delle Foppe (al rifugio, ad esempio, si arriva anche col sentiero della “Direttissima” che parte dal Rifugio Carlo Porta ai Piani dei Resinelli ma è classificato EEA e occorre kit da ferrata).
Splende il sole oggi sulle Grigne e il Lago di Como, giornata perfetta per fare una sgambata fuori porta. Con pochi chilometri e un dislivello contenuto dovrei riuscire a raggiungere uno dei punti panoramici più spettacolari del nostro arco alpino; almeno, così ho sentito dire.
Ai Piani dei Resinelli (bellissimo Altopiano immerso nel verde), soprattutto in giornate come questa è un po’ un terno al lotto parcheggiare l’auto. Io mi sono mosso per tempo e ho trovato un posticino all’inizio di Via del Ram, quasi all’attacco della via, altrimenti l’alternativa sarebbe stata quella di cercare ancora più distante.
Percorsa questa breve viuzza, ecco l’incrocio con Via alle Foppe e le indicazioni per il Rifugio Rosalba. Il Sentiero delle Foppe n° 9 qui segnato mi ispira fiducia, quello subito sotto un po’ meno. Il suo nome? Sentiero dei Morti! Molto spesso tali nomi vengono dati non per riferimenti diretti alle parole ma per altre circostanze... beh, in questo caso no! Si chiama proprio così a causa dei numerosi incidenti mortali avvenuti in passato lungo il suo percorso e lungo il proseguimento di questo, sulla Cresta Segantini!
È così, al grido di “Viva le Foppe!” e all’ombra di alcuni alberi mi incammino in direzione nord, passando a fianco all’ex Rifugio Alippi. “Foppe” è un termine dialettale lombardo usato per indicare i canaloni o gli avvallamenti che caratterizzano i dirupati versanti delle Grigne e che, più avanti, penso mi toccherà attraversare. Nel mezzo di questi, di solito vi scorre un piccolo torrente.
L’asfalto dopo qualche metro lascia il posto alla terra e io saluto anche le ultime case. La cosa pazzesca è che, voltandomi a sinistra, pur non avendo quasi mosso ancora un passo, mi appaiono in sequenza un numero impressionante di cime innevate della Valle d’Aosta! Ai loro piedi, vallate su vallate, del Piemonte, della Lombardia: è un oceano che pare solcato da onde agitate. Spettacolo degli spettacoli!
Questi primi metri nell’ombrosa faggeta sono davvero tranquilli e rilassanti, una comoda passeggiata in vista di tratti più tostarelli.
Ad un bivio, su di un tronco d’albero, un cartello indirizza a tutti gli escursionisti a tenersi a sinistra. Da qualche apertura tra gli alberi spunta anche uno spicchio d’acqua: è il ramo di Lecco del Lago di Como con il Monte Forcella alle sue spalle. Lo dicevo io, questo è un sentiero nel quale il panorama sorprende fin da subito; ma, ovviamente, sarà lassù che le cose saranno davvero interessanti.
Senza accorgermene inizio a salire e a portarmi a ridosso delle prime cuspidi rocciose della Grigna. Vedo alcuni pinnacoli verticali un po’ avvolti dalla vegetazione, come se formassero una grande barriera insormontabile. Il bosco al di sotto, invece, non è più una semplice faggeta ma un miscuglio di ennemila specie arboree diverse. Un bel guazzabuglio, direi!
La salita termina momentaneamente sull’orlo della Val Scepina; da qui, il sentiero a mezza costa prosegue in una lunga curva verso sinistra, attraversando il Torrente Zerbo per poi tornare di nuovo pendente. Lo spettacolo verso il Lago di Como è sempre bellissimo.
Oltrepasso la deviazione col sentiero che, sulla destra, porta al Torrione Costanza e procedo dritto. Un poco più avanti mi aspetta un’altra “Foppa”, un altro canalino (anzi, canalone visto che è chiamato “Canalone del Diavolo”) da attraversare sempre a mezza costa. Al termine di questo, un brusco salto di roccia verticale spezza la progressione escursionistica. Supero questo balzo tenendomi al canapone e poggiando i piedi sulle poche staffe di ferro infisse nella roccia. Le mani fanno il resto. Il passaggio è davvero breve e non difficile, tuttavia risulta verticale e un po’ esposto.
Dopo un altro paio di “Foppe”, ecco il bivio per il Sentiero dei Morti, sul quale oggi non vedo nessuno poggiarvi piede. C’è chi dice che, passando di qui, prima di proseguire molti si portino le mani al basso ventre...
La differenza di tempo impiegato da qui al rifugio è pressoché identica in entrambe le direzioni. A maggior ragione, avanti tutta lungo le Foppe!
Già dopo pochi passi, ecco lo scenario che appare verso la Valle d'Aosta e il Monte Rosa
Al primo bivio nella faggeta
Sotto i torrioni della Grigna Meridionale
Un primo panorama sul Lago di Como
Il primo tratto attrezzatoFoppa per Foppa per... il Torrione del Pertusio!
Un ultimo tratto verso ovest mi porta a oltrepassare l’ennesimo promontorio e a visitare (leggasi superare) l’ultima Foppa. Oltre il rigagnolo d’acqua, ora asciutto, un altro tratto attrezzato sembra complicare ancora le cose. Questa volta la roccia offre già degli scalini naturali, invero un po’ alti: ad ogni modo anche qui è stato posizionato qualche piolo di ferro e l’onnipresente canapone di corda per facilitare le cose. Dai, mani a terra e via!
Oltre questo punto, a Foppe ormai terminate, inizia la montagna vera e la parte, diciamo, forse non per tutti di questo percorso il quale comunque non mi sento di elevare a rango EE, per esperti. Se ve lo state chiedendo, la risposta è no. Nemmeno questi salti attrezzati, brevissimi, mi portano a “passare di livello” questa salita; e neanche l’esposizione che sarà presente da qui in poi, almeno in alcune parti. Il sentiero procede sempre “pulito”, largo, così che la cosa, a meno di non soffrire terribilmente di vertigini, non la si senta più di tanto.
A zig-zag, salgo in forte pendenza, tra erba e massi enormi di roccia che ben presto sono sostituiti da incredibili torrioni verticali, sentinelle immobili di questi pendii esposti al sole.
Il caldo aumenta, lo sforzo e la fatica anche. Naturale che la via sia più verticale, in pochi chilometri di marcia si deve arrivare a destinazione. Tuttavia, sembra che questo percorso si impegni allo stremo delle sue forze per far percepire al viandante una minore verticalità, cullandolo da una parte e dall’altra lungo questi pendii quasi verticali.
Un passo, un altro e poi un gradone: tocco la roccia, fredda, immota. Sono cuspidi enormi quelle alle quali appoggio la mano, quasi in segno di saluto. Il salto che ho alle spalle, invece, è già notevole.
Una curva a destra anticipa il Torrione del Pertusio, un gruppo di rocce ancora più imponenti delle precedenti. Il sentiero vi passa sotto per proseguire ora verso est. Lassù, da qualche parte, il Rifugio Rosalba assiste all’ascesa di tante formichine (oggi per fortuna non troppe).
Ai piedi dei pinnacoli rocciosi
Il secondo tratto attrezzato
La via che sale al Rifugio Rosalba
Paesaggio surreale
Parte del sentiero percorso col Lago di ComoUna macchia rosa tra rocce grigie - In uno degli scenari più maestosi
Porzioni sempre più ampie di panorama si aprono verso il Lago di Como, i Piani dei Resinelli e, più lontano, il Resegone. Lo scenario in cui mi trovo è surreale, onirico: curiose formazioni rocciose simili a piccoli (ma alcuni mica tanto) campanili fuoriescono dal terreno in vari punti del pendio. Sfidano qualsiasi legge di gravità e, a vederli, sembra basti un soffio di vento per farli crollare. E poi c’è chi gira mezzo mondo per vedere queste cose...
La meta non è lontana, basta seguire lo sviluppo di questa striscia di terra in un mare di verde e roccia, fino ad una selletta lungo la Cresta Segantini (Colle del Pertusio). Poco sotto al rifugio il Sentiero delle Foppe si ricongiunge con quello dei Morti (uhm, chi ha portato ancora le mani al basso ventre?) ma ormai bastano pochi metri e giusto tre tornanti per uscire fuori, esattamente di lato al Rifugio Rosalba. La sua facciata, rosa, è inconfondibile.
Beh, sapevo il posto fosse pazzesco ma non fino a questo punto! Mi trovo su di una cresta nemmeno molto ampia, giusto lo spazio della costruzione qui presente; da una parte e dall’altra, il vuoto!
Non so più dove voltare la testa in quanto qui mi sembra di volare. Ho solo l’imbarazzo della scelta, sono circondato da tutte le meraviglie che la natura ha plasmato e per questo mi sento di dire che forse per immortalarle tutte non bastano nemmeno gli scatti fotografici di una digitale!
A poca distanza dal mio punto di osservazione, ma molto al di sotto, c’è il ramo di Lecco del Lago di Como coi suoi numerosi paesini adagiati lungo le sue sponde e tutto l’Altopiano dei Resinelli da dove sono partito. Più in lontananza la Pianura Padana (inquinata al punto giusto direi) e i laghi di Annone e Alserio. Ancora più in là, “verso l’infinito e oltre”, svettano le cime innevate della Val d’Aosta con l’inconfondibile sagoma del Monte Rosa e del Gran Paradiso visibili nelle giornate più terse come quella odierna. Stesso discorso per il Re di Pietra, nelle Alpi Cozie, il Monviso!
Alla sinistra del rifugio svetta invece l’imponente Torre Cecilia, alla cui base parte l’omonimo sentiero che porta in cima alla Grigna Meridionale (è un sentiero attrezzato classificato EEA). Spostando lo sguardo più lontano sempre da questa angolazione è chiaramente visibile anche la cima della Grigna Settentrionale con l’inconfondibile sagoma del Rifugio Brioschi.
Insomma sono circondato da tanta bellezza che il rientro a valle e in pianura non sarebbe nemmeno da prendere in considerazione! Ma chi torna più all’auto da qui?
Il Rifugio Rosalba è stato costruito nel 1955 in sostituzione della piccola capanna che dal 15 luglio 1906 fu adibita a ricovero per chi veniva a scalare queste pareti.
Il progetto di quest’ultima risale invece ai primi del ‘900 del secolo scorso, quando gli alpinisti Davide Valsecchi, Mario Tedeschi e la guida alpina B. Sertoli riuscirono a compiere in giornata l’attraversamento della Cresta Segantini; un’impresa davvero notevole per l’epoca che richiese ben 18 ore! Da qui, l’idea di installare una piccola capanna come punto d’appoggio al Colle del Pertusio.
Il progetto nacque dalle mani di Davide Valsecchi che costruì una piccola casetta di legno nel giardino della sua villa. Con immane fatica, in seguito venne smontata e i suoi pezzi furono trasportati a spalla fino al Colle del Pertusio, dove fu finalmente rimontata. Il nome “Rosalba” è quello della figlia di Davide Valsecchi.
Nel 1921 fu ampliata e dotata di rivestimento esterno con lamiera di zinco. Nel 1923, invece, in occasione del 50° anniversario di fondazione della sezione del CAI di Milano, fu realizzato il sentiero che ancora oggi collega il Rifugio Rosalba al Rifugio Carlo Porta, ai Piani dei Resinelli: la cosiddetta “Direttissima”.
La capanna servì poi, nel 1944, come rifugio per i partigiani della Cacciatori delle Grigne (poi 89ª Poletti) che fuggivano ai rastrellamenti nazisti della pianura e, nel frattempo, fu usata come formidabile posto di osservazione verso il Lago di Como e i Piani dei Resinelli. Luigi Poletti si occupò della sua gestione. Sempre in quell’anno, in ottobre, la struttura venne abbandonata in quanto ci si rese conto che non poteva essere difesa in caso di assalto nemico. I tedeschi, infatti, riusciranno a raggiungerla e a dargli fuoco.
Ricostruita, venne poi sostituita nel 1955 dall’attuale rifugio. Solo nel 1983 la vecchia capanna, che servì fino ad allora come locale di servizio all’edificio principale, fu smantellata.
Accanto al rifugio sono presenti, infissi sulla roccia, una cappelletta e il busto dedicati ad Antonio Stoppani, l’abate lecchese fondatore della geologia e paleontologia italiana.
I Piani dei Resinelli col Lago di Annone, dal sentiero
Un tratto a mezza costa poco sotto al rifugio
L'ultima parte della salita
Pinnacoli rocciosi bizzarri
La via percorsa
Gli ultimi metriDove ho messo le ali quando servono!
Su questo terrazzino ho messo letteralmente le tende, tanto più che in questa giornata incredibilmente limpida e soleggiata c’è poca gente e una pace surreale. Passa un’infinità di tempo prima che mi decido ad alzare i tacchi. E come si fa, in un posto simile? Ma poi, perchè non potersi librare in volo e volteggiare per queste rocce? Liberi, nell’aria, su e giù, con dolci planate e lente risalite... aaah, che favola sarebbe!
Sono le gambe e i piedi a riportarmi sulla terra; li sento che gridano: “Allora, ti muovi o no che si fa tardi?”
Ci metto moltissimo tempo anche a scendere, sempre fermo come sono a riscaldarmi agli ultimi scampoli di sole e a fare scorte di questi panorami.
Raggiungo la mia auto quasi a sera, dopo una giornata magnifica, letteralmente passata “in volo”. Ogni parola in più però è superflua, dovete assolutamente provare questa esperienza e, perché no, iniziare a scoprire queste meravigliose Grigne.
Dal Rifugio Rosalba si vede perfino il Rifugio Brioschi, sulla Grigna Settentrionale!
Il sentiero lungo la cresta che dal Rosalba scende a Mandello
I due rami del Lago di Como
Il Lago di Annone
L'inizio del Sentiero Cecilia alla Grigna SettentrionaleTesti e foto di: Daniele Repossi
Escursione effettuata in compagnia di: Solitaria
Il fenomenale panorama verso la Val d'Aosta
Il Rifugio Rosalba al Colle del Pertusio, in posizione molto aerea