Il tragitto dell'escursioneSCHEDA TECNICA
Località e quota di partenza: Parcheggio Rabbi Fonti, Terme di Rabbi (1222 mt.)
Località e quota di arrivo: Malga Monte Sole Alta (2048 mt.)
Punto più elevato: Malga Monte Sole Alta (2048 mt.)
Dislivello positivo: 826 mt.
Lunghezza del percorso: 15,2 km.
Coordinate punto di partenza: 46°24’27”N 10°48’31”E
Posizione: in Val Cercen su di un ampio balcone soleggiato sui pendii del Monte Sole.
Difficoltà: WT2
Presenza di tratti esposti: no.
Tempo di percorrenza totale: 5h 15’
Tipo di escursione: andata e ritorno.
Tipo di terreno incontrato: neve-ghiaccio.
Possibilità di ristoro: alla Malga Monte Sole Alta quando aperta (verificare).
Segnavia: bianco-rosso.
N° del sentiero: SI
Acqua lungo il percorso: alla Malga Monte Sole Alta quando aperta.
Stato del percorso: sentiero largo e battuto.
Periodo: invernale.
Panorama: molto bello sui monti della Val Cercen situati di fronte alla malga, verso il Passo Cercen e la Val di Rabbi dove svetta il Sass Forà.
Attrezzatura particolare richiesta: ciaspole, ramponi e bastoncini. Raccomandato il kit per l’autosoccorso in valanga (Artva, pala e sonda).
Discesa: per la via di salita lungo il sentiero.
Tappe del percorso: Parcheggio Rabbi Fonti - La Cros - Fontanon - Malga Monte Sole Bassa - Malga Monte Sole Alta - Malga Monte Sole Bassa - Fontanon - La Cros - Parcheggio Rabbi Fonti
L'ITINERARIO IN BREVE
Dal parcheggio di Rabbi Fonti presso le terme (1222 mt.), ci si incammina lungo l’evidente poderale innevata e battuta che porta in Val Cercen (indicazioni) e la si segue verso ovest senza mai deviare. Dopo un’ampia curva la strada prosegue in piano verso sud. Al bivio presso La Cros (1426 mt., 1h) si prosegue sulla destra nel fondovalle, seguendo il corso del Torrente Cercen, fino a giungere ad un tornante in Loc. Fontanon (1560 mt., 1h 30’). Svoltando a destra, si inizia a rimontare il versante est del Monte Sole e, dopo una lunga rampa ed un ulteriore tornante, si giunge alla Malga Monte Sole Bassa (1759 mt., 2h 15’). Superata questa, dopo altre quattro rampe e altrettanti tornanti si arriva alla Malga Monte Sole Alta (2048 mt., 3h 15’). La discesa avviene esattamente seguendo la traccia di salita (5h 15’).
SUI PENDII ASSOLATI DELLA VAL CERCEN - (DEL 27/01/2018)
Una gelida e facile ciaspolata mattutina, con proiettili vaganti
La Val di Rabbi è da sempre e da tutti considerata una delle più belle del Trentino. Selvaggia, isolata e lontana dai rumori e dalla vita frenetica delle cittadine poco più distanti, rappresenta una meta da scoprire in ogni stagione.
Ho sempre visto foto e filmati di questi luoghi che fino ad oggi non avevo mai frequentato. Durante questo mio breve soggiorno in queste parti del Trentino ho deciso quindi di avventurarmi tra questi monti, ben consapevole che un giorno non basta di certo per godere appieno di questi luoghi. Ma bisogna pur cominciare da qualche parte!
Inoltre, pur essendo magnifico lo spettacolo della neve, in questa stagione la maggior parte degli itinerari è preclusa o limitata. Mi riprometto quanto prima, quindi, di venire ad esplorare sentieri, cascate, boschi, cime e laghi anche nella stagione più calda.
L’aspetto più bello è che qui d’estate come d’inverno regna il silenzio e la quiete, non vi sono impianti di risalita. Per muoversi si usano solo le proprie gambe o la bici. L’inverno è il regno delle ciaspole, delle camminate sulla neve e dello scialpinismo.
La Val di Rabbi è raggiungibile in due modi. Dalla Lombardia, come nel mio caso, salendo al Passo del Tonale, proseguendo in Val di Sole e svoltando a sinistra nel paese di Terzolas. Dall’autostrada del Brennero uscendo a Trento nord e percorrendo prima la Val di Non, poi la Val di Sole fino a Terzolas dove si svolta per Rabbi.
Mi trovo quindi quasi al termine della strada statale della valle ed esattamente nel parcheggio delle Terme di Rabbi che ora sono chiuse. A dire la verità qui c’è solo questa struttura e poche case, nient’altro.
Scendo dall’auto in ombra, in una fredda mattina di febbraio (-9°C) e tutto l’asfalto del parcheggio è cosparso di ghiaccio. Senza ramponcini mi tocca fare le evoluzioni per rimanere in piedi: inizio un ballo interminabile che dura fino al momento di agganciare le ciaspole. Tuttavia, è ancora presto per incominciare la giornata e così decido di camminare lungo la statale verso valle per vedere se almeno trovo un piccolo bar in cui fare colazione.
Dopo mezzo chilometro (!) lo raggiungo, confuso e seminascosto tra queste poche case. All’interno mi accoglie una signora anziana alla quale chiedo anche informazioni sulla zona ed eventualmente sulla possibilità di acquistare qualche cartina topografica. Niente da fare, in questo posto non esiste nulla mi spiega, ma la pista che parte qui vicino e che sale alla Malga Monte Sole Alta è una delle gite più belle e gettonate. Beh, almeno un percorso esiste!
Tra le altre cose poi, vengo a conoscenza del fatto che trovarmi all’ombra e al gelo in questo periodo dell’anno qui non è casuale. Il sole, infatti, in questa porzione di fondovalle se ne va con l’arrivo di novembre per ritornare verso fine marzo. Di conseguenza, tutte le case e i paesi più bassi non vengono mai scaldati dai suoi raggi per circa sei mesi, raggi che, come vedo, si fermano circa a metà dei versanti dei monti in sinistra orografica della valle dove vi sono alcune frazioni (loro sì, fortunate). Incredibile.
Dopo un buon cappuccino caldo mi decido ad uscire e risalgo di nuovo fino al parcheggio cercando di muovermi il più possibile per scaldarmi. Il tempo di allacciarmi le ciaspole e di prendere zaino e bastoncini e sono pronto a partire.
Al termine del parcheggio, sulla sinistra vedo l’inizio di una pista battuta (l’unica) con della segnaletica extra-large che indica la via per la Val Cercen. Urca, qui per sbagliare strada occorre davvero impegnarsi!
Come indicato dai cartelli questo percorso si sviluppa per circa 7,2 km con un tempo medio di tre ore solo per la salita. Sono abbastanza allenato e questi dati non mi spaventano.
Muovo i primi passi su questo fondo pressato e ghiacciato e dopo i primi metri mi sciolgo e allungo un po’ la falcata. Grazie anche all’abbigliamento tecnico non sento più il freddo, entro a regime e inizio a sentirmi perfettamente a mio agio.
Sui pendii opposti della valle di Rabbi il sole splende e arriva ad illuminare le frazioni di Somrabbi e Serra. Che contrasto e che differenza di temperature! Secondo me gli abitanti dei borghi assolati soprastanti sono intenti in questo momento a farsi un bagno in piscina mentre quelli della frazione sita nel fondovalle, al gelo e in ombra, si stanno cimentando nella costruzione di pupazzi di neve e igloo...
Per i primi metri prendo a salire dolcemente bordeggiando la statale poi, dopo una svolta più decisa verso la Val Cercen, la pendenza aumenta sensibilmente. Entro in un bellissimo bosco di abeti rossi e, dopo meno di un’ora, raggiungo il cartello di legno indicante la località La Cros a 1426 mt.
Il silenzio è totale, solo il rumore del mio respiro rompe questa magia. Sorprendentemente finora non ho incontrato nessuno nonostante questo tracciato ben si presti per lo scialpinismo o per le racchette. Continuo a salire per la Val Cercen portandomi verso la località Fontanon in prossimità di Malga Stableti, dove la strada spiana per un po’. Fortunatamente mi tengo sempre sul lato destro della pista (che in realtà è una poderale in estate), come se stessi camminando sul marciapiede, in modo da lasciare spazio in caso qualcuno voglia superarmi alle spalle o scendere. Non ho infatti fatto in tempo a pensare di essere da solo in questa salita che a momenti vengo centrato in pieno da svariati sciatori che hanno scambiato il tracciato creato per le ciaspole (o anche per gli sci ma comunque per una progressione soft in entrambi i sensi di marcia) per la discesa olimpionica di Cortina. Li vedo lanciati come se stessero facendo il record di discesa. Mi chiedo se sia possibile usufruire così della montagna mettendo a repentaglio anche la tranquillità e la sicurezza degli altri. Vengo solo sfiorato nei pressi di una curva ma lo spavento di essere centrato da un proiettile è stato forte e le conseguenze potevano essere molto gravi.
E il bello è che alcuni, qualche metro prima ti urlano “ocio!”. Ma “ocio” a chi? Sto salendo lentamente tutto a destra, dove devo andare? Purtroppo molti concepiscono la montagna come un parco giochi e non pensano minimamente agli altri. Tutto è fatto appositamente per loro.
Sole mattutino sul Sass Forà
All'inizio del percorso, verso la Val Cercen
Vista sulla Val di Rabbi
In Val CercenFinalmente al sole e circondato dal bianco
Immediatamente oltre questa famosa curva (il Fontanon appunto) la strada inizia a salire per i pendii assoltati del Monte Sole, a tratti ancora nel bosco. Dopo una rampa infinita ma bellissima e un tornante, raggiungo una specie di pianoro dove è situata la Malga Monte Sole Bassa, deserta in questo periodo e semisommersa dal manto bianco.
Oltre a questa lo sguardo inizia a spaziare sui monti circostanti, ora completamente carichi di neve.
Superata questa struttura mi porto sotto un pendio segnato ovunque dalle tracce degli sci; guardo in alto a questo e vedo una croce di legno. La poderale invece prosegue dritta. Decido, forse un po’ stufo di una progressione così lineare, di abbandonare la direzione corretta e di raggiungere questa croce salendo per questo versante molto ripido. All’inizio penso ad una piccola deviazione fuori programma, raggiungere cioè questa piccola cima e rimettermi in seguito sul percorso.
Così inizio a salire faticando come una bestia. In basso, la strada che sale morbida e comoda a tornanti e io che arranco per il pendio affondando nella neve fin sopra al ginocchio con le ciaspole. La croce è sempre più vicina ma questa salita è un muro che forse nemmeno i muli d’estate osano percorrere.
A volte mi cede la neve sotto la ciaspola e il piede mi slitta indietro. Qualche timore inizia a venirmi e spesso mi fermo chiedendomi il perché non sia rimasto in carreggiata. Ma il bello è che, per tutto questo tratto, la cosa mi piace molto di più di quando seguivo la pista già tracciata! Calpestare la neve fresca tra gli alberi, seguire tracce di animali sulla neve regalano sensazioni uniche. Sto facendo un mio percorso.
Sorrido col morale alle stelle e le forze si moltiplicano. Sono bagnato fradicio e con i muscoli indolenziti quando arrivo alla croce di legno, per scoprire che tutto il mio sforzo è stato inutile e la mia salita una comica. “C’era il sentiero” per citare una famosa frase di un famoso trio...
La croce, infatti, è posta esattamente ai lati della poderale che la raggiunge con un percorso più lungo ma comodo. Alla fine, in pratica, stando sulla strada sarei comunque arrivato qui. Non c’è nessuna cima e nessuna deviazione dalla mia meta ma dal basso non potevo mica saperlo! È semplicemente una croce in un prato a bordo strada.
Mi prendo in giro da solo e, facendo finta di nulla, proseguo più agevolmente fino ad arrivare alla Malga Monte Sole Alta, una struttura molto grande che si trova già nel Parco Nazionale dello Stelvio e che, dopo la ristrutturazione del 2015, fa anche da rifugio. Dispone di quattro camere da letto, di una grande sala da pranzo e di una bella veranda, il tutto, data la sua posizione, con una vista incredibile sulla Val di Cercen, sulla Val di Rabbi e su tutti i monti circostanti. La cosa bella è che la malga è aperta anche in questa stagione e io ne approfitto per reintegrare le energie.
Il paesaggio attorno alla malga è favoloso, gli abeti rossi qui lasciano il posto ai larici e a vasti pascoli. Prima di scendere mi godo un po’ la vista di questi monti favolosi dal terrazzino esterno in particolare sulle Cime Vegaia e Tremenesca. Vedo anche i paesini sul fondovalle, quelli più alti riscaldati dal sole (sì, sono ancora tutti a mollo), quelli più bassi sempre nell’ombra. Anche un bel gatto, appollaiato sul sedile anteriore del vagoncino attaccato alla motoslitta dei gestori qui vicino deve pensarla allo stesso modo sul concetto di relax.
Oltre la malga qualche traccia di sci porta al Passo Cercen che, con questo quantitativo di neve, non mi fido a raggiungere. La via di discesa non presenta difficoltà o imprevisti e per fortuna alle mie spalle non scende più nessuno a tutta velocità, così che non rischio una repentina spinta verso il parcheggio. Qualcuno anzi sale con le ciaspole, qualche famiglia che, vista l’ora anche tarda, non penso arriverà fino alla malga. Una magnifica ciaspolata che consiglio senza riserve, in una valle ancora più sorprendente dove la natura e il silenzio d’inverno sono i veri sovrani. Dai, mi dico, siamo solo all’inizio!
Dopo il tornante in Loc. Fontanon
In vista della Malga Monte Sole Bassa
Poco sotto Malga Monte Sole Alta
Verso la meta con un panorama stupendo
Malga Monte Sole Alta
Panorama verso la Cima Tremenesca
La Val di Rabbi vista da Malga Monte Sole AltaTesti e foto di: Daniele Repossi
Escursione effettuata in compagnia di: Solitaria