Il tragitto dell'escursioneSCHEDA TECNICA
Località e quota di partenza: Parcheggio Tre Fontane, Valle di Trafoi (1592 mt.)
Località e quota di arrivo: Cascate di Trafoi (1763 mt.)
Punto più elevato: Punto panoramico (1778 mt.)
Dislivello positivo: 287 mt.
Lunghezza del percorso: 2,6 km.
Coordinate punto di partenza: 46°31’58”N 10°30’14”E
Posizione: le cascate si trovano ai piedi della Punta del Madaccio di Fuori (nord) in Valle di Trafoi, Alto Adige.
Difficoltà: EE
Presenza di tratti esposti: sì.
Tempo di percorrenza totale: 1h
Tipo di escursione: anello.
Tipo di terreno incontrato: sterrato-erba-radici-ghiaietto-roccia.
Possibilità di ristoro: in Loc. Tre Fontane, presso il ristorante Sogbodn (verificare aperture).
Segnavia: bianco-rosso.
N° del sentiero: 9
Acqua lungo il percorso: nessuna.
Stato del percorso: sentiero ben indicato e attrezzato nei punti di maggior difficoltà.
Periodo: dalla tarda primavera all’autunno, in assenza di neve.
Panorama: davvero incredibile sulla Valle di Trafoi, sebbene in questo giro non si raggiungano quote elevate.
Attrezzatura particolare richiesta: nessuna.
Discesa: seguendo l’anello orario del Sentiero n°9.
Tappe del percorso: Parcheggio Tre Fontane - Bivio - 1° Ponte - 2° Ponte - 3° Ponte - 4° Ponte - Punto panoramico - Passaggio sotto la cascata - Tratto attrezzato - 5° Ponte - Bivio - Parcheggio Tre Fontane
L'ITINERARIO IN BREVE
Dal parcheggio Tre Fontane nell’Alta Valle di Trafoi (1592 mt.) si tralascia sulla sinistra il grande ponte sul Rio Trafoi col sentiero che porta al Rifugio Borletti per proseguire dritto, verso sud-ovest, fino al termine dell’area di sosta. Qui parte la traccia n°9 in direzione della cascate che scendono dal Madaccio di Fuori (gruppo Ortles). Oltrepassata un’area faunistica, il sentiero costeggia nel bosco il Rio Trafoi fino ad un bivio. Tralasciando la traccia sulla destra, dalla quale si rientrerà, si continua verso sinistra per un tratto in piano. Si superano, in sequenza, un primo, un secondo e un terzo ponte, finché il sentiero prende decisamente a salire e, dopo quattro tornanti e altrettante rampe, giunge nella parte alta sotto le cascate. La traccia subito si restringe e si fa un po’ esposta; grandi gradoni sistemati nel terreno agevolano la progressione. Oltre questo punto, un breve tratto attrezzato anticipa il passaggio su di un quarto ponticello in legno. Poi, poco dopo, si incontra un punto panoramico (1778 mt.) e il famoso passaggio sotto la cascata principale che scende dalla montagna. Subito oltre, inizia la discesa. Il sentiero serpeggia dapprima tra i mughi per superare più avanti un salto di roccia (cavo metallico). Si oltrepassa quindi un quinto ponticello e si affronta poco oltre un secondo tratto attrezzato in un punto scosceso del pendio. Un altro comodo tratto scalinato conduce, infine, al bivio incontrato in precedenza. Al ricongiungimento, non resta che tornare sui propri passi al parcheggio.
NEL REGNO DELL'ACQUA! - (DEL 23/08/2025)
Dalle Tre Fontane di Trafoi ai ponticelli sotto le cascate - La 1ª parte dell’anello
L’escursione che propongo oggi è la classica dimostrazione che a volte non occorre andare in alto, scalare chissà quale cima per godere delle meraviglie del nostro mondo. A volte basta far caso a ciò che ci circonda; spesso le meraviglie le abbiamo davanti agli occhi ma noi non ci facciamo caso.
Il giro qui descritto è davvero brevissimo, si svolge a quote modestissime e non richiede nemmeno chissà quali sforzi ma solo un pochino di attenzione nei punti più delicati. E allora, direte, come mai merita una descrizione approfondita? Beh, innanzitutto perché, a mio avviso, lascia veramente di stucco, sorprendendo ad ogni passo. Io l’ho percorso dall’inizio alla fine con gli occhi illuminati dalle meraviglie del luogo e con un sorriso stampato in viso fino all'ultimo metro. La varietà del percorso e degli ambienti che si incontrano è assolutamente pazzesca e non ha nulla da invidiare a quella riscontrata in percorsi più lunghi e blasonati. Se pensate poi che il tutto avviene in meno di 3 km...
Non dilunghiamoci però troppo e iniziamo dal principio. Ecco il racconto del mio viaggio e di ciò che ho provato.
Arrivo a lasciare l’auto al parcheggio Tre Fontane che si trova in Alta Valle di Trafoi, praticamente ai piedi del Passo dello Stelvio (lato altoatesino) e del Monte Madaccio di Fuori. Oggi me la sono presa comoda in quanto è già primo pomeriggio. Il cielo non è proprio granché ma in un percorso di questo tipo non importa, in quanto nulla viene rovinato dalle nuvole.
Mi trovo in questa area di sosta quasi da solo. Pochissime auto, poca gente in giro e nessuno intenzionato a prendere il sentiero n° 9 sotto le cascate cui sono diretto. Meglio, mi godrò un’esperienza più autentica, senza “traffico”!
Muovo lentamente i primi passi in direzione delle cascate che scendono da una parete immensa, verticale, della quale nemmeno vedo la fine. Mi sento così minuscolo, anzi lillipuziano, sotto giganti di roccia che incombono sulla mia testa. Tutto attorno a me sembra davvero impressionante e subito il cuore inizia a battere freneticamente. Al confine tra media e alta montagna, vedo canaloni in cui l’acqua scroscia impetuosa, isole di arbusti e pini mughi aggrappati alla roccia, ghiaioni enormi da attraversare e ancora altri muri d’acqua che sembrano proprio sgorgare dal nulla, sotto la montagna.
Osservare il tutto da qui è semplicemente sbalorditivo, figuriamoci vivere questa esperienza. Che luogo, che paesaggio! Mi sembra di trovarmi in un piccolo angolo di paradiso. Scalpito, fremo, non posso più ammirare queste meraviglie da qui, devo toccarle con mano al più presto.
Mi scarico di tutto il peso possibile. Niente bastoni, niente zaino (a che servirebbero oggi?). Solo la mia fida fotocamera non mi abbandona mai.
I primi passi mi conducono in una bella pineta ma nemmeno il tempo di prendere il ritmo che sento un lungo bramito alle mie spalle. Ma questo è un cervo! Infatti, eccolo, lo vedo dietro di me. Anzi li vedo, dato che in una porzione di bosco recintata (una specie di area faunistica) una coppia si avvicina per salutarmi! La femmina in particolare deve essere curiosa e si porta lentamente alla recinzione, verso di me. È tenerissima e con un palco di corna enormi. Pronti-via e dunque mi ritrovo già fermo. Come non passare del tempo con queste splendide creature? Passa quasi un’ora e sono ancora in compagnia dei cervi. A malincuore li devo però salutare se voglio affrontare il tragitto odierno.
Dopo aver percorso una prima parte pianeggiante, tra ghiaia e radici nel bosco, giungo improvvisamente ad un bivio. Punto gli occhi verso l’alto, verso gli arbusti, i mughi e le rocce e, più o meno, ne intravedo lo sviluppo. Così, su due piedi, mi sembra meglio affrontarlo in senso orario, e così procedo. C’è un rumore già assordante di acqua intorno a me, sono circondato da un paesaggio che sembra di essere su di un altro pianeta! Che cartolina!
Insisto tagliando già un grande ghiaione sul quale, superando ogni legge della fisica, un’infinita varietà di arbusti si tengono attaccati con tutte le loro forze. Una cascata è già in vista, spero di passarci vicino! Di fronte a me rocce ovunque e spaccature profonde nella roccia caratterizzano il versante nord del gruppo dell’Ortles. Le pulsazioni crescono e la curiosità aumenta ad ogni passo. Gioia pura! Poco oltre giungo proprio a ciò che speravo. Un primo ponticello di legno oltrepassa il Rio Trafoi ma la cosa bella è che al di sopra di esso, in un punto più alto e contro le rocce, ne vedo un altro! Wooow!! Ponti e passerelle a go-go! Altro che percorsi avventura, se non lo è questa! E, oltretutto, con uno sviluppo molto più tranquillo!
Il torrente visto dal ponte è impetuoso ma non il più impressionante.
L'incontro con un cervo
La maestosità del cervo
Lo sviluppo del percorso visto dalle Tre Fontane
All'inizio del sentiero, andando in senso orario
Il primo ponticello
Una delle prime cascate viste dal ponticello
Ciò che mi si para dinnanzi più in là lo è invece decisamente! Un altro piccolo ponte “sospeso” sotto il quale, questa volta sì, al di sotto vi scorre davvero una marea d’acqua!
Subito mi si stampa sul volto un sorriso enorme, una felicità immensa. Guardo in alto. Una valanga d’acqua sembra si stia riversando addosso a me ma sul ponte, un po’ traballante, percepisco solo qualche spruzzo. Queste cascate sono meravigliose; strano, penso, ne vengano sempre pubblicizzate altre e di queste si taccia. Ma forse è meglio così, per non vederle prese d’assalto tutte d’un colpo. Passo diversi minuti su questo ponte: i miei piedi non si schiodano di un centimetro, la mia mente si chiede di nuovo in che posto unico sia capitato. Percorro solo qualche metro e, nemmeno a farlo apposta, mi ritrovo su di un altro ponticello. Al di sotto la portata d’acqua è minore rispetto a prima ma comunque non meno spettacolare. Da qui il panorama verso il fondovalle è davvero notevole; in primo piano, enormi ghiaioni la fanno da padrone. Sento un tum-tum molto forte e mi chiedo da dove venga. No, realizzo, non viene da fuori ma da dentro il mio petto. Provo qualcosa di indescrivibile a parole e, in questo momento, non vorrei essere da nessun’altra parte. Piano piano rimetto le gambe in movimento. Vorrei star fermo qui per ore ed ore ma devo procedere.
Lo spettacolo non finisce, il sentiero si incunea fra le rocce e quindi, con numerose svolte tra bellissimi mughetti, sale con decisione il pendio che più in alto si fa roccioso e passa sotto pareti verticali. Questo è l’unico tratto (se così vogliamo definirlo) più faticoso dell’intero anello ma, va detto, sono giusto quattro rampe prima di incontrare nuovamente il falsopiano al livello più alto.
Sul secondo ponticello
La forza dell'acqua
Il panorama sulla Valle di Trafoi; al sole, il Kleinboden
Le prime rampe in salitaSotto le rocce e attraverso le cascate - La 2ª parte... decisamente bagnata!
La parte alta di questo percorso inizia portandosi sotto l’immensa parete rocciosa lungo qualche metro un po’ franoso, dapprima scalettato sul terreno e poi attrezzato con cavo metallico nel superamento di un canalone asciutto. Qui la roccia, l’erba e i mughi si fondono in una composizione assurda ma bellissima. I passaggi sono spettacolari e ad ogni passo scaturiscono emozioni sempre nuove e intense!
All’improvviso mi ritrovo di nuovo su di un ponte che dà un po’ più sul vuoto. La cascatella che si trova alla mia sinistra è piccola ma la cosa spettacolare è che l’acqua sgorga direttamente da un anfratto della roccia, ossia dal nulla!
Quando credo non ci siano più sorprese, ecco giungere l’apoteosi e la protagonista principale di questo giro. La grande cascata! Appare proprio di fronte a me, non appena oltrepasso una curva che è anche il principale punto panoramico (e punto più elevato) del tragitto. Da qui si vede tutta (o quasi) la Valle di Trafoi dove in primo piano appare il Kleinboden (Campo Piccolo), un montucolo e una postazione difensiva austriaca durante la Grande Guerra. Il sole illumina questa montagna creando riflessi bellissimi. Laggiù verdi prati, qui il regno delle rocce. La cascata è enorme, gigantesca! Una massa d’acqua impressionante si riversa a valle con una furia mai vista. Il mio sorriso, se possibile, si è talmente allargato che neanche quello del famoso Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie!! Resto così, a bocca aperta, per non so quanto tempo. Poi, ai primi spruzzi sul volto, mi riprendo deciso a proseguire. “Sì, ma dove passare?” mi domando. Guardo in basso e in alto. Nulla. Possibile?
Ci deve essere il modo di attraversare dall’altra parte e continuare lungo il sentiero! Finalmente, aguzzando la vista, ciò che vedo non mi sembra vero. Quello che passa radente la roccia, sotto la cascata è proprio la prosecuzione del percorso!! Un urlo mi esce dalla gola, anzi più di uno. Non so descrivere ciò che sento davvero dentro in questo momento, ma vi dico solo che un’esperienza così non è da farsi scappare.
Dopo un po’ mi butto, letteralmente. Con un altro urlo, di slancio, passo sotto e dietro al muro d’acqua, uscendone piuttosto zuppo! Ma che cosa è stato questo momento! Il passaggio mi ha ricordato il sentiero attrezzato fatto qualche anno or sono nel Fanes, sulle Dolomiti. Ma lì si è un po’ più protetti e forse la massa d’acqua un po’ minore...
Il primo tratto attrezzato
Passaggio dal quarto ponticello
L'acqua che esce dalla montagna
La cascata principale
Il passaggio più spettacolare sotto la cascata principale (01)
Il passaggio più spettacolare sotto la cascata principale (02)
Sotto la massa d'acqua
La cascata principale appena superata
Oltre la cascata il sentiero inizia a scendere per chiudere l’anello più in basso. L’ambiente cambia ancora: le rocce lasciano nuovamente il posto alla vegetazione, in questo caso un mare di mughi tra i quali il sentiero si infila sinuoso. Ve l’ho detto, ogni metro qui è una sorpresa. Non ultima quella che mi spetta ora, ossia tre brevi salti di roccia da superare usando le mani e tenendosi al cavo metallico qui posto. I punti incriminati non pongono alcuna difficoltà, se non, appunto, il mettere le mani e magari il sedere sulle rocce.
Altre emozioni, altra adrenalina e... super spettacolo!! Infine, un ultimo ponticello sospeso supera l’ennesima cascata dove i colori dell’acqua sono pazzeschi!
Sto scendendo sempre più e la cosa mi dispiace alquanto. Presto la meraviglia terminerà ma di certo non il ricordo.
Gli ultimi metri prima di ricongiungersi al bivio più in basso incontrato salendo sono di nuovo scalettati nel terreno. Al termine di questi gradini, una comoda panchina posta in un punto panoramico mi invita dannatamente a fermarmi e a tardare ulteriormente la conclusione della mia giornata.
Solo dopo un’altra mezz’ora mi avvio a valle e al parcheggio ma con la testa voltata all’indietro per imprimere bene dentro di me queste bellezze della natura. Come avete potuto notare un anello da compiersi al massimo in un'oretta mi ha richiesto molto, molto più tempo. Ma è così che si cammina, a passo lento, assaporando ogni centimetro dell'ambiente che ci circonda. Una sosta qua, una là, un'altra bella panchina o punto interessante dove contemplare il paesaggio e far volare la mente. Senza schemi, senza assilli dell'orario. Solo liberi.
Nelle varie aree picnic all'ombra del bosco e accanto al parcheggio è arrivato il mondo. Tutti mangiano, ridono, si divertono, fanno chiasso. Turisti di città… Non camminano, non muovono un passo, perdendosi il vero spirito di essere in montagna. E, soprattutto, non ascoltando il silenzio, il respiro della montagna, ciò che essa vuole comunicarci; un qualcosa che arricchirà nel profondo chiunque voglia scoprire questo angolo meraviglioso.
L'inizio della discesa
Il tratto attrezzato che si incontra in discesa
L'ultimo tratto disceso prima del bivio inizialeTesti e foto di: Daniele Repossi
Escursione effettuata in compagnia di: Solitaria.